Incontro con Filippo Ceccarelli autore di Lì dentro. Gli italiani nei social (Feltrinelli).
Conduce Gennaro Carillo.
Che ci fa lì dentro, col suo bravo profilo, un signore analogico, felicissima e spiritosissima penna, dedito a quel «residuo dell’Illuminismo, forse addirittura dell’Umanesimo», che sono i giornali di carta? Cosa cerca Filippo Ceccarelli in Instagram, dopo averli esecrati per anni, i social? Cosa si aspetta dal «bagno sensoriale» – sul modello di Andreuccio da Perugia, per intenderci, ma con l’aggravante della volontarietà – in quella che è insieme «palude», babele e «vello d’oro»? Cosa ne attizza la pulsione scopica, al punto da non riuscire a staccarsi dallo smartphone? Lì dentro, repertoriato su Instagram, c’è più o meno lo stato presente dei costumi degli italiani. Il social è un sipario aperto su un teatro anatomico. Il centro della scena se lo prende un tavolo settorio, sul quale fa bella
mostra nientemeno che il genus italicum, con la «sua espressività, la spudoratezza, la sorprendente, indomita e disperata umanità».